La Colonia delle Figlie della Carità
La Colonia Marina delle Figlie della Carità rappresenta una pietra miliare nella storia sociale e assistenziale di Cagliari, indissolubilmente legata all'opera della Beata Suor Giuseppina Nicoli.

Fondata nel 1917, in piena Prima Guerra Mondiale, l'istituzione nacque dall'intuizione della religiosa, allora superiora dell'Asilo della Marina, che comprese il valore terapeutico dell'elioterapia per contrastare le precarie condizioni di salute dei bambini più poveri della città, spesso affetti da scrofolosi e rachitismo. Tra i principali beneficiari di questa iniziativa vi erano i giovanissimi ed emarginati facchini del porto e dei mercati cittadini, i celebri "is picioccus de crobi", che la suora accoglieva e assisteva instancabilmente ribattezzandoli "Marianelli". Oltre a offrire cure marine e pasti regolari a minori fortemente malnutriti, la struttura fungeva da centro educativo e di riscatto sociale, incarnando appieno il carisma vincenziano.

La storia della Colonia fu segnata nel 1918 dal drammatico annegamento di due ragazze nel mare del Poetto, un evento che causò una profonda sofferenza morale a Suor Nicoli ma che non interruppe l'attività benefica dell'opera.
Questa esperienza pionieristica anticipò di fatto la grande stagione delle Colonie estive degli anni Trenta, definendo per la prima volta il litorale non come un luogo di svago per le classi agiate, ma come un fondamentale presidio di solidarietà per le fasce più deboli della popolazione cagliaritana.