Padiglione dell’Artigianato “Eugenio Tavolara”
1951-1956 - Viale Pasquale Stanislao Mancini, n. 19, SS - 40°43'24.3"N 8°33'34.3"E
U. Badas e E. Tavolara.
Il Padiglione dell'Artigianato "Eugenio Tavolara" di Sassari costituisce un'opera fondamentale del patrimonio architettonico e artistico del secondo Novecento in Sardegna. Concepito come luogo di sintesi ideale tra il rigore strutturale moderno e la ricchezza interpretativa delle arti applicate, l'edificio rappresenta una felice testimonianza della rinascita culturale ed economica dell'isola nel secondo dopoguerra.
Realizzato tra il 1951 e il 1956 su commissione della Regione Autonoma della Sardegna, il Padiglione nacque come sede espositiva permanente dell'I.S.O.L.A. (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigianale). L'istituto, sotto la guida illuminata di Eugenio Tavolara, mirava a sottrarre l'artigianato locale a una dimensione puramente folkloristica per traghettarlo verso il moderno design d'autore. La progettazione fu affidata all'architetto cagliaritano Ubaldo Badas. Egli diede forma a un edificio-manifesto capace di unire spinte razionaliste e sensibilità regionali, lavorando in stretta osmosi con Tavolara, che curò le memorabili mostre d'esordio decretandone il successo internazionale.
L'edificio sorge in viale Pasquale Stanislao Mancini, integrandosi con il polmone verde dei Giardini Pubblici storici di Sassari, vicino all'Emiciclo Garibaldi. Badas impostò il disegno planimetrico seguendo criteri di dinamismo volumetrico e permeabilità verso il paesaggio. Le facciate instaurano un forte contrasto: sul lato di via Tavolara l'ampio nastro vetrato punta sulla trasparenza, portando la luce all'interno dei saloni; al contrario, il fronte cieco verso via Mancini si impone con un rivestimento in listelli ceramici smaltati di colore verde, connettendo la struttura ai giardini circostanti. Il Padiglione si distingue come opera d'arte totale grazie al coinvolgimento dei maggiori artisti sardi dell'epoca. Nel patio centrale, attorno al quale si articolano le sale espositive su leggeri pilastri, si sviluppa un percorso d'acqua animato da fontane e rilievi in ceramica colorata con figure zoomorfe e antropomorfe di Giuseppe Silecchia, autore anche della monumentale scultura in maiolica del patio. All'interno, lo scalone d'onore ospita il celebre ciclo di rilievi in steatite grigia della Cavalcata Sarda scolpito da Eugenio Tavolara, che introduce al livello superiore. Altrettanto significativi sono la veletta in ceramica smaltata di Emilia Palomba e l'altorilievo L'Artigianato Sardo realizzato da Gavino Tilocca in collaborazione con Claudio Pulli.
Nel corso dei decenni, il Padiglione ha vissuto alterazioni profonde. Nei primi anni Ottanta, un intervento guidato dall'architetto Vico Mossa per risolvere criticità termo-climatiche introdusse infissi pesanti e impianti di condizionamento che compromisero l'originaria idea di diaframma aperto di Badas. Successivi anni di incuria, infiltrazioni d'acqua dalla copertura, superfetazioni e tamponature incongrue accelerarono il degrado del cemento armato e degli apparati decorativi. A seguito della chiusura dell'I.S.O.L.A. nel 2006, la Soprintendenza ha attivato una convenzione di studio con l'Università di Roma Tor Vergata guidata dal prof. Sergio Poretti. Il progetto di restauro, finanziato dalla Regione e concluso nel 2014, ha seguito la filosofia del restauro invisibile per eliminare le manomissioni e restituire la purezza spaziale, la fluidità e la trasparenza di Badas, aggiornando le prestazioni energetiche dell'involucro edilizio e risanando le strutture ammalorate. Le pertinenze esterne e le vasche d'acqua sono state così ripristinate nella loro suggestiva eleganza.
Oggi la struttura è stata destinata a sede stabile del Museo Regionale per l'Artigianato e il Design "Eugenio Tavolara", deputato a custodire la più importante collezione pubblica di manufatti storici dell'I.S.O.L.A. unendola alle produzioni contemporanee della collezione DOMO, insignita del Premio Compasso d'Oro nel 2011. In attesa del completamento dell'allestimento museale definitivo, grazie a intese con il Comune di Sassari il Padiglione ospita mostre temporanee ed eventi culturali, restituendo alla collettività un capolavoro architettonico pienamente rigenerato.