Villino Piu, via Milano
1953-1954 - Via Milano, 7, CA - 39°12'29.0"N 9°07'36.8"E
U. Badas (attribuito)
Situata in Via Milano a Cagliari, la casa unifamiliare progettata e realizzata tra il 1953 e il 1954 rappresenta un autentico "piccolo capolavoro" dell'architettura residenziale sarda del secondo dopoguerra.
Questa villa, originariamente concepita come residenza per un singolo nucleo familiare e oggi frazionata in due distinte unità abitative, sorge all'interno di un'area riservata e protetta, interamente recintata da un caratteristico muro in blocchi di pietra. L'opera si distingue nel panorama urbano cagliaritano per la straordinaria capacità del progettista di far dialogare un'architettura colta e d'avanguardia con la sapienza delle lavorazioni artigianali e l'uso espressivo dei materiali locali.
Dal punto di vista morfologico, l'edificio presenta una pianta quadrangolare composita che si sviluppa su tre livelli fuori terra, dando vita a una complessa e affascinante articolazione volumetrica. Badas dimostra qui una magistrale abilità nel comporre i corpi di fabbrica secondo geometrie non ortogonali, rompendo la rigidità del classico cubo residenziale per creare un gioco di pieni e vuoti in continuo mutamento visivo. L'accesso principale alla struttura si apre sul prospetto orientale, dove l'atto dell'ingresso viene enfatizzato e protetto da un elegante pergolato, sostenuto da esili e leggeri profilati in metallo. Salendo al piano superiore, l'edificio si apre verso l'esterno attraverso una grande terrazza, parzialmente coperta e riparata da una suggestiva pensilina aggettante, costituita da travi sagomate in cemento armato che disegnano ombre geometriche sulle facciate. A coronamento di questa complessa macchina spaziale si trova una copertura a tetto con spioventi sfalsati e a diversa inclinazione, rifinita con un tradizionale manto in coppi, elemento che reinterpreta in chiave moderna la tradizione costruttiva mediterranea.
Le facciate dell'edificio sono il vero manifesto della ricerca materica di Badas, un mosaico texturizzato dove textures e colori si fondono armoniosamente. I prospetti alternano infatti il rivestimento in pietra bianca di Orosei lavorata a bugnato, il laterizio chiaro disposto a fasce orizzontali (con i giunti orizzontali volutamente evidenziati rispetto a quelli verticali per accentuare la linea di terra), e porzioni trattate con un intonaco spruzzato a grana grossissima dal forte impatto tattile. A queste superfici si uniscono inserti in mosaico vetroso e caldi elementi in legno, come i raffinati graticci e le pensiline traforate che articolano ulteriormente i fronti, confermando l'opera come un perfetto equilibrio tra rigore geometrico e vibrante sensibilità organica.