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La colonia

La Colonia


Nate per il benessere dei bambini, le Colonie estive vennero assorbite dal regime. La guerra bloccò la costruzione della sede permanente, poi adattata in ospedale nel '47. Dismessa a partire dal 1988.

Nell'estate del 1916, Suor Giuseppina Nicoli, delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli, ottenne l'autorizzazione a condurre sulla spiaggia del Poetto i minori indigenti dei quartieri Marina e Stampace, denominati da lei "Marianelli".

I bambini risiedevano in seminterrati insalubri ed erano affetti da tubercolosi ossea, scrofolosi e rachitismo. La colonia aprì nell'agosto del 1917 alla prima fermata del litorale, tra lo stabilimento balneare D'Aquila e i primi casotti popolari. I minori giungevano ogni mattina alle 7:00 in tram e ricevevano il cibo dalle religiose e da assistenti volontarie denominate "damine di carità". Le cure si basavano su elioterapia e sabbiature all'interno di grandi tende del Ministero degli Interni e padiglioni lignei precari. Maschi e femmine erano suddivisi e separati sul bagnasciuga. L'affluenza crebbe dagli 80 bimbi iniziali a oltre 500 negli anni successivi.

Dopo il decesso di Suor Nicoli nel 1924, il regime fascista assorbì il servizio assistenziale estivo per finalità di propaganda e inquadramento giovanile. Il 14 agosto 1934, la visita dell'ispezione ufficiale di S.E. Del Nero rileva sul litorale cinque colonie distinte: la Colonia del Consorzio provinciale per la lotta contro il tracoma, la Colonia dell'E.N.A.T. - Ente Nazionale Assistenza Addetti ai Trasporti - la Colonia dell'Associazione Nazionale Fascista dei Ferrovieri, la Colonia degli Ospedali Riuniti e la Colonia «Dux», gestita direttamente dalla Federazione dei Fasci di Combattimento.  

Le strutture rimanevano temporanee e articolate in moduli di legno.

Nel 1937 venne incaricato l'architetto Ubaldo Badas di progettare una colonia permanente in muratura. Il progetto si sviluppò attraverso diverse varianti tra il 1937 e il 1942.

Il disegno iniziale prevedeva un corpo di fabbrica curvo e convesso verso il mare (configurazione a idrovolante). Nelle varianti successive, Badas ruotò l'asse dell'edificio orientandone la concavità verso il mare e introdusse una struttura portante a telaio in calcestruzzo armato sollevata su pilastri (piano pilotis), per assecondare la natura mobile del suolo sabbioso. L'edificio presentava enormi dormitori unici privi di pareti divisorie, ampie vetrate simmetriche per la permeabilità dell'aria e una terrazza solarium in copertura. Il 14 maggio 1942, per la visita di Mussolini, lo stabile venne mostrato come completato a fini propagandistici, ma era ultimata solo l'ossatura cementizia. Nel 1943, per il rischio di sbarchi militari americani, i soldati tedeschi occuparono il litorale e demolirono i primi casotti e le originarie strutture lignee della colonia di San Vincenzo.

Nel 1945 il Consorzio Antitubercolare acquisì il rustico incompiuto di Badas per compensare la carenza di posti letto clinici. Ultimato in economia, l'edificio fu inaugurato nel settembre del 1947 come Ospedale Marino, specializzato in ortopedia, rimanendo operativo fino al 1982.

L'adattamento a struttura ospedaliera modificò l'architettura originaria attraverso tre interventi: la frammentazione dei grandi saloni aperti mediante tramezzi per ricavare stanze di degenza collegate da un corridoio stretto e curvo; il tamponamento murario totale del piano pilotis a terra per ospitare uffici e locali tecnici; l'aggiunta di pesanti ballatoi esterni rivestiti in piastrelle di ceramica grigio scuro.

In seguito al trasferimento dei reparti, 1982 e alla dismissione definitiva del 1988, il complesso dell'ex Colonia "Dux" è andato incontro a un lungo periodo di degrado strutturale ed estetico. Oggi, luglio 2026, è in corso il recupero dello stabile, come assegnato con gara dal demanio alla società Hotel Colonia s.r.l.