Il Manufatto
La storia costruttiva dell'ex Colonia Marina Dux di Cagliari, progettata da Ubaldo Badas sul litorale del Poetto, è un percorso complesso caratterizzato da progressive varianti progettuali, un'interruzione bellica e una radicale alterazione nel secondo dopoguerra. Il ciclo edilizio ha inizio nel 1937, anno in cui il Partito Nazionale Fascista decide di sostituire i padiglioni provvisori in legno della spiaggia con una struttura elioterapica permanente in muratura.

l primo progetto di Badas, depositato nel maggio del 1937, introduce già la caratteristica planimetria curvilinea sia per il fronte anteriore che per quello posteriore, configurando però le testate laterali con tagli netti ad angolo retto.

L'evoluzione formale approda successivamente a una terza configurazione nella quale l'edificio assume il suo profilo definitivo con gli spigoli e le testate laterali completamente arrotondati su un raggio di circa due metri.
In questo modello viene definito anche il disegno della terrazza di copertura, arricchita da un pergolato di travi e pilastri in calcestruzzo armato lasciati a vista. La quarta fase coincide con la redazione della versione esecutiva e con l'effettivo avvio del cantiere, dove Badas introduce soluzioni strutturali d'avanguardia per l'epoca, come l'impiego di casseforme in legno riutilizzabili e l'adozione di una struttura a campata unica al secondo piano, sorretta da una maglia radiale di 27 pilastri rastremati verso il basso e impostati su un sistema di setti in calcestruzzo a vista. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale interrompe tuttavia le operazioni, lasciando la fabbrica allo stato di puro guscio strutturale, composto solo dallo scheletro cementizio.
Nel 1945 il rustico incompiuto viene ceduto al Consorzio antitubercolare e, sotto la spinta dell'urgenza sanitaria del dopoguerra, tra il 1945 e il 1947 viene completato in modo del tutto difforme dai disegni originari e senza il coinvolgimento di Badas per essere adibito a Ospedale Marino. Questa ultima fase trasforma profondamente l'immobile, alterandone radicalmente la poetica razionalista: per ricavare le camere dei degenti, gli ampi spazi interni flessibili vengono frammentati da tramezzature collegate da un corridoio stretto e buio, mentre perimetralmente il volume viene tamponato in posizione arretrata per realizzare lunghi ballatoi esterni rivestiti di piastrelle ceramiche grigio scuro, annullando la originaria sensazione di leggerezza e sospensione sui pilastri del piano terra.
