Ingresso ai Giardini Pubblici
1933 - Viale Regina Elena, Cagliari - 39°13'24.3"N 9°07'04.2"E
Ufficio Tecnico Comunale - U. Badas.
Nel 1933, nell'ambito del radicale riassetto urbanistico del Terrapieno e delle aree limitrofe, Ubaldo Badas progetta il monumentale ingresso dei Giardini Pubblici su viale Regina Elena (oggi prospiciente il Largo Dessì e la via intitolata proprio al progettista). Questo intervento non si limita a ridefinire un semplice punto di accesso, ma si configura come un'opera chiave della prima maturità di Badas, capace di sintetizzare il rigore geometrico del Razionalismo italiano con una straordinaria e quasi artigianale sensibilità per i valori materici e cromatici del contesto locale.
L'ingresso monumentale mostra uno studiato impianto rigorosamente simmetrico rispetto a un partito centrale. Questo nucleo è costituito da due gruppi di quattro pilastri avanzati rispetto al filo del prospetto principale, realizzati in solidi blocchi di calcare bianco di Cagliari.

Su di essi poggia una leggera pensilina lignea che incornicia l'ampio varco d'accesso, alleggerendo la solennità della pietra. Ciascuna ala laterale, costruita in calcestruzzo, sperimenta l'uso pionieristico per l'epoca di un rivestimento in tessere di litoceramica ed è sapientemente ripartita in due distinte serie di aperture: adiacenti all'ingresso principale si aprono tre alte e strette arcate che, configurate al modo di storiche trifore, accolgono al loro interno delle caratteristiche giare decorative in calcestruzzo; agli estremi della facciata, invece, tre portali architravati ospitano solide cornici in pietra bianca, chiusi da sobrie e robuste cancellate in ferro.
L'intera e accurata composizione architettonica sorge su una splendida pavimentazione stradale in ciottoli, impaginati geometricamente secondo tonalità di colore alternate. Questo tappeto lapideo non solo esalta il disegno dello spazio pubblico, ma coordina visivamente l'ingresso con i percorsi pedonali del Terrapieno. Attraverso questo portale, Badas riesce a fondere gli elementi strutturali ed edilizi con quelli naturali, come la retrostante vegetazione monumentale, consegnando alla città un gioiello d'avanguardia.
