Case popolari di piazza Kennedy
Case popolari di piazza Kennedy, Piazza Kenndey n. 3, Cagliari
Ufficio tecnico comunale - G. Crespi; U. Badas
Il palazzo d'edilizia popolare situato in piazza Kennedy rappresenta un'autentica icona del razionalismo sardo e testimonia la felice e originale declinazione locale del Movimento Moderno. Lo spazio in cui sorge, storicamente denominato piazza Pirri, costituiva all'epoca il limite estremo della Cagliari edificata. Secondo i registri d'archivio del Comune, la costruzione delle cosiddette Case "Popolarissime" fu avviata il 22 luglio 1935 e completata il 22 dicembre 1936, con una certificazione firmata dal capo dell'Ufficio Tecnico, l'ingegner Giacomo Crespi, e un tempestivo decreto di abitabilità siglato dal podestà Enrico Endrich.
L'edificio rivela anche il singolare destino professionale di Badas: non avendo ultimato gli studi universitari, non poteva firmare ufficialmente i progetti, che venivano spesso siglati insieme all'ingegner Pisano, rendendo l'attribuzione delle sue opere un affascinante rebus storiografico.

Dal punto di vista architettonico, il fabbricato si impone nello scenario urbano grazie a una pianta dinamica ed espressiva a forma di "V" e a una facciata asciutta che, anche attraverso le tonalità cromatiche originarie, intendeva simulare il profilo aerodinamico di una littorina, la celebre automotrice ferroviaria del tempo. I vani scala interni, impreziositi da gradini in marmo di Carrara e passamani in travertino, vengono denunciati con vigore sul prospetto esterno tramite ampie finestrature verticali continue in ferro e vetro, che creano un forte stacco visivo rispetto ai balconi lineari in muratura.
Nonostante la solidità strutturale mista in cemento armato e laterizio certificata nel 1936, la memoria storica cagliaritana ricorda il tragico destino del palazzo nei primi anni Quaranta, quando venne semidistrutto dai devastanti bombardamenti angloamericani del 1943 che martirizzarono la città.
Nel dopoguerra, durante la complessa fase di ricostruzione strutturale in cui Badas operò attivamente, l'edificio venne riedificato introducendo un piano in più rispetto ai quattro livelli originari, mantenendo però inalterata l'espressività dei vani scala e della storica pianta a cuneo.